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I DISPOSITIVI PER CONTROLLARE LE VIBRAZIONI

I DISPOSITIVI PER CONTROLLARE LE VIBRAZIONI
Le vibrazioni sono un fenomeno ondulatorio, della stessa natura di quello dei suoni; a differenza di questi, che si propagano nell’aria, le vibrazioni diffondono le loro onde nelle strutture solide. Le onde sono caratterizzate da “frequenza” e “ampiezza”. La frequenza, vale a dire il numero d’oscillazioni al secondo, dipende dalla massa del corpo che entra in vibrazione (diminuisce all’aumentare della massa) e dalla sua rigidezza (cresce all’aumentare di questa). Si ricorda che la rigidezza di un corpo solido è il rapporto tra lo sforzo applicato e la deformazione ottenuta; un corpo molto rigido si deforma poco. L’ampiezza è in relazione con la forza che provoca l’oscillazione ed è tanto più piccola quanto maggiore è la frequenza. Soggetti a vibrazioni sono quelle macchine che - dotate di organi in movimento, rotanti o con moto alternativo - hanno difetti di equilibratura delle masse in movimento; vi si riscontrano vibrazioni con frequenze comprese tra 0 e 200 Hz. Si producono vibrazioni anche in macchine o strutture sottoposte a forze d’urto. In altri casi le vibrazioni sono dovute al moto pulsante di un fluido; per esempio, quello dell’aria spostata dalle pale di un ventilatore o dell’acqua spinta dalla girante di una pompa. In tal caso la frequenza delle vibrazioni è proporzionale alla velocità di rotazione e al numero di pale dell’organo rotante. Se la connessione tra struttura in vibrazione ed apparecchiature ad essa collegate è rigida anche queste entrano in vibrazione e contribuiscono a diffondere il fenomeno vibratorio. La produzione delle vibrazioni può essere evitata, o almeno ridotta, intervenendo sulle cause che le generano; per esempio, migliorando l’equilibratura delle masse in movimento. In presenza di vibrazioni, l’inconveniente della loro diffusione si combatte interponendo appositi dispositivi isolanti tra le apparecchiature in vibrazione e le strutture che si vogliono proteggere; il grado di attenuazione della diffusione che si può ottenere dipende dalle caratteristiche del dispositivo isolante utilizzato. Va fatta distinzione tra vibrazioni di tipo “smorzato”, che si producono occasionalmente, e vibrazioni di tipo “forzato”; la causa che produce le seconde non è più di tipo occasionale ma persistente. L’azione perturbante che le provoca agisce con una certa “frequenza di eccitazione” che entra in relazione con la “frequenza propria del sistema vibrante”. La prima può essere maggiore, uguale o minore della seconda; grandi frequenze di eccitazioni producono piccole ampiezze di oscillazioni del sistema vibrante e viceversa. Se la frequenza di eccitazione coincide con la frequenza propria del sistema e i due fenomeni ondulatori sono in fase, si entra in condizioni di “risonanza”; un fenomeno che conviene evitare perché l’ampiezza della vibrazione indotta tende sempre più a crescere con incremento delle deformazioni che possono portare anche a rottura. 
L’isolamento delle vibrazioni
Le apparecchiature che sono sedi di vibrazioni tendono a diffonderle attraverso il terreno, i pavimenti ed ogni altra struttura con loro collegata......continua
 
I dispositivi per controllare le vibrazioni, pagg. 106-112, RCI 03/04, Tecniche Nuove, Milano.
 
 
 
 
 

Author: Giorgia Felici/domenica 21 marzo 2004/Categories: Sala Stampa

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